Anarchia, Underground, Controcultura, Cultura alternativa

Il pensiero anarchico ha le sue radici nel mito di Prometeo. In tutti i tempi ci sono stati individui liberi che hanno scoperto i valori della dignità umana e che si sono ribellati all’autorità costituita. Verso la metà di ogni secolo, negli anni caratterizzati dall’abulia e dall’indifferenza, i movimenti anarchici si risvegliano, o da loro nascono quelle forme nuove (che spesso dimenticano la loro origine anarchica) che lievitano la cultura e la società.

Verso il 1950 cominciarono, negli USA e in Inghilterra, i primi movimenti «underground» come rivolta sotterranea e oscura all’establishment. La loro più tipica espressione fu la stampa underground, che esprime una esperienza globale che può essere più facilmente intuita che compresa. I giornali e le riviste underground sono perciò pubblicazioni più da percepire visivamente e da sentire con la psicometria, che da leggere normalmente. È una stampa che esprime un modo di pensare anarchico o un’espressione personale che generalmente s’inaridisce molto presto, poiché esprime qualcosa che non esiste ancora nelle strutture del nostro tempo. Molti numeri unici, molte annate di queste pubblicazioni, saranno letti nel futuro per comprendere l’origine del nuovo piano di coscienza.

Verso il 1962, sulla scia della sperimentazione underground, nasceva in Amsterdam il movimento dei Provos (da «provocare»), una ribellione senza una causa evidente contro l’ordine costituito, che era un modo spontaneo per cercare di vivere in maniera più saggia, più umana e, soprattutto, più responsabile. Robert Jasper Grootveld cominciò a lottare contro il fumo e a dipingere una K (per Kancer = cancro) su tutti i manifesti che reclamizzavano le sigarette e i sigari. Poi altri provos dipinsero di bianco le loro biciclette e le misero a disposizione di tutti, per bandire il traffico dal centro della città. Si cercò di dipingere di bianco anche i poliziotti (ma pare che non stessero fermi) per trasformarli in «disarmati consiglieri della comunità». Per ogni problema si cercò una risposta umana.

I provos risvegliarono dal loro sonno centenario anche i Kabouter, i gnomi che, nel 1300, si erano rivoltati contro la società di allora che li sfruttava, dando una lezione che l’Olanda non ha più dimenticato. Il loro leader, Roeland van Duijn, propose addirittura la creazione del Kabouterstad, lo Stato Libero di Orange, per uomini decisi a vivere con vera dignità e libertà umana, e in armonia con la natura.

Nel frattempo lo spirito acquariano fluiva per tutte le strade del mondo, e trascinava gli indivrdui più sensibili e più semplici ad abbandonare le strade battute dalla civiltà dei consumi per «iniziare» i sentieri verso la riscoperta della natura. Gli Hippies, i Figli dei fiori, gli iniziati alla marijuana, gli esaltati psichedelici, si inoltrarono per i nuovi sentieri al ritmo del Rock-and-Roll.

I Beatnik (termine coniato da Beat-generation + Sputnik), i giovani americani della generazione battuta (quella che si era vergognata per l’insuccesso degli USA nella guerra in Korea) che si erano però esaltati per la conquista del cosmo con il viaggio dello «Sputnik», cercarono fermenti politici e sociali per dare alla loro rivolta qualcosa che spingesse tutte le società a sviluppare una mentalità cosmica. Parte di questi beatnik sfocerà nell’arida organizzazione degli Yippies (Youth International = nuova sinistra politica + hippies) e gli altri si lasceranno cullare dalle canzoni di Jimy Hendrix e di Bob Dylan.

I libri di Marcuse diedero qualche idea ai giovani e quelli di Timothy Leary diffusero le idee della psicologia dell’oppressione. L’uso della droga divenne un mezzo per contestare. Provò anche l’immaturità della società dei consumi: gli individui irresponsabili divennero le vittime degli sfruttatori della droga, e il problema s’incancrenì. Alcuni riuscirono ad aprire le botole segrete della loro coscienza, troppi ci lasciarono e ci lasciano anche oggi la vita per gli sporchi guadagni della nuova mafia. Molti sentieri verso la Natura terminano così con una croce.

Alla cultura ufficiale si oppose la controcultura, nella ricerca di una cultura alternativa che porti l’individuo a maturare, a evolvere in modo positivo e responsabile. A San Francisco, nel marzo 1967, alla fine dell’incontro dell’Underground Press Syndacate furono dettati gli obiettivi della stampa underground:
1 Mettere in guardia il mondo, cosiddetto civile, dal tracollo imminente di tutte le istituzioni. Stabilire legami fra quelle comunità estranee al sistema che hanno già preso coscienza dei nuovi valori umani. Ripristinare nei mass-media il rapporto realtà-responsabilità.
2 Segnalare i fatti che minacciano la vita umana e l’igiene mentale e portano al crollo delle istituzioni. Analizzare gli avvenimenti che svelano il lavoro delle forze nascoste ed egoistiche che minacciano ogni libertà.
3 Dare consigli intelligenti per prevenire il rapido collasso della nostra civiltà, e rendere possibile una graduale transizione ai nuovi modelli di vita. Offrire tutte le alternative possibili ai problemi odierni. Gettare le basi del XXI secolo.
4 Preparare il popolo americano al deserto. Insegnare le tecniche per la sopravvivenza. Unire tra loro coloro che si sentono liberi. Preparare sistemi alternativi di vita qualora la macchina sociale dovesse fermarsi.
5 Sviluppare un’azione di resistenza nelle città ormai in preda al caos. Consigliare il modo migliore per reintegrare l’equilibrio ecologico. Pubblicare tutto ciò che può aiutare l’uomo a conservare la vita e a bonificare l’ambiente.

La stampa underground, soprattutto quella che dedicava una gran parte del suo spazio alla nuova cultura musicale, cadde presto in mano a gente senza scrupoli che vide in essa un altro mezzo per far denaro. Ma la stampa underground ha saputo anche difendersi e sta tuttora trasmettendo un messaggio «senza parole» che è un valido contributo all’avvento del nuovo piano di coscienza.

Le idee libertarie hanno aperto nuovi orizzonti e anche una nuova mentalità che può, per esempio, far accettare una moda come e contemporaneamente, per reazione al loro sfruttamento da parte della società dei consumi, portarlo ad una esasperazione che confina con il ridicolo. Il numero dell’ottobre 1970 della rivista «Rags», dedicata alla «Fashion Fascism», ne è un esempio.

Questo nuovo spirito libertario è stato spesso, in questi ultimi anni, orientato verso idee politiche, ma questi tentativi sono falliti perché la cultura alternativa ha intuito che i valori creati dalla mente sono inferiori a quelli creati dallo spirito. Nel 1972, per esempio, è fallito il tentativo di «Comontismo», la rivista per l’ultima internazionale, e nel settembre 1973 anche il quotidiano radicale «Liberazione» ha dovuto arrendersi all’assenteismo. Anche il coraggioso giornale anarchico «L’adunata dei refrattari», pubblicata mensilmente a New York in lingua italiana dal 1921, ha dovuto arrendersi alle nuove esigenze della nuova cultura alternativa, che non è politicizzata e si basa sul principio dell’unicità della vita. I problemi umani non sono più visti separatamente, ma nel completo contesto della vita umana.

La mentalità alternativa acquariana non cerca perciò di lottare per la libertà degli omosessuali, per la libertà della donna, per i bisogni e la dignità dei carcerati e degli handikappati, ecc., ma lotta per la libertà dell’essere umano globale. Il principale campo d’azione della mentalità alternativa è perciò la scuola. Trasformare gli insegnanti, l’insegnamento e gli alunni, secondo i principi della vera libertà e dignità umana, senza alcuna ingerenza mentale che tenti di strumentalizzarli per interessi o idee preconcette. Questo è il futuro della scuola.

Nell’uomo libero agisce quella Divinità che sola può dirigere l’individuo a sviluppare un carattere armonico e responsabile. Lo sviluppo della cultura alternativa porta soprattutto a conquistare lo spirito di responsabilità, le cui manifestazioni devono essere semplici e dirette, come quella che appare da questo annuncio: «Salvate l’Isola Selvaggia – Suwanose-jima è una piccola isola vulcanica circondata da un anello di coralli a sud del Giappone. La Yamaha Corporation vi vuole costruire una spèculazione turistica con aeroporto che ne rovinerà per sempre il valore come area selvaggia. Ora sull’isola vivono 40, contadini-pescatori e i 20 membri del Banyam Ashram, comune e centro di meditazione fondato nel 1967 da giovani giapponesi, europei e americani».

Per conoscere la versione all’italiana del movimento underground italiano leggere il libro di Andrea Valcareggi (fondatore della rivista «RE NUDO») «Underground a pugno chiuso», ed. Arcana, Milano 1973.

Tratto da “Giuda Internazionale dell’Età dell’Acquario”, Edoardo Bresci,1975, Ed. L’Età dell’Acquario.


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