Comuni

Gli uomini di buona volontà, gli uomini che già intuiscono la saggezza dell’Età dell’Acquario, non perdono il loro tempo a criticare gli altri e le istituzioni, non rendono più difficile la vita degli altri, non pretendono, ignorando di «non saper dare», ma cercano di sperimentare modi di vivere che possono risolvere i molti mali della nostra società.

L’eremita che si rifugia nella natura per conoscere e ricreare se stesso, vale quanto la suora di clausura che, chiusa nel convento, sinceramente prega per il miglioramento di tutti. Ma bisogna avere un animo molto grande e sicuro per diventare eremiti, suore di clausura o frati mendicanti. Una scelta che pochi possono fare. Mentre è più umano e più facile unirsi in gruppo e, assieme, cercare di migliorarci. Le comunità utopistiche del passato avevano questo scopo e hanno lasciato, sul piano dell’inconscio collettivo, una grande eredità per il nostro tempo.

Come le comunità religiose del Medioevo hanno conservato e trasmesso la cultura classica al mondo rinascimentale, così le migliaia di comuni sparse ora in tutto il mondo, stanno conservando e trasmettendo quei valori spirituali che hanno rappresentato il meglio delle istituzioni dell’Età dei Pesci. Le comuni sono oggi la risposta più intelligente e acquariana ad un mondo che è stato colto dalla follia e che non se ne rende conto.

Le comuni sorgono attorno ad una persona che ha fede nell’uomo e nelle leggi armoniche della vita, o sono rette da principi che rispondono a diversi bisogni umani, quali il bisogno della giustizia, della sincerità, della sicurezza, dell’amore, della libera espressione di se stessi. Il più intelligente modello di comune è quello che nasce dal bisogno di estraniarsi dalla deviazione mentale che fa credere all’uomo che sia necessaria una autorità costituita o carismatica. Quando l’individuo comprende che il governo è una invenzione umana per proteggere egoisticamente un modo di vivere e ottenere una certa sicurezza, allora sa che il suo compito è di sviluppare la sua personalità per migliorare se stesso e gli altri. Dal bisogno di risolvere i problemi umani con amore e giustizia, sono sorte in India le comunità rurali «Gramdan» di Vinoba Bhave (con le sue peregrinazioni attraverso l’India per svegliare la coscienza dei latifondisti, riuscì, già nel 1957, a far regalare ai poveri 40.000.000 acri di terra), come pure, per insegnare a vivere completamente l’insegnamento evangelico, Don Zeno Saltini ha creato le comunità cristiane di Fossoli e di Nomadelfia. Dopo la II Guerra Mondiale, una tipica catena di comuni (in Germania, Inghilterra, Sud Africa, Paraguay, ecc.) fu fondata dal tedesco Hansgeorg Weidner (7241 Marschalkenzimmern, Germania) attorno all’ideale dell’«Ordine del Confortatore», usando il vegetarianismo, la coltivazione e lo sviluppo di nuove piante edibili, la pratica di un modo di vivere più armonico e responsabile. Molte delle comuni che registriamo in questo capitolo si sono ispirate a queste comuni. Alcune di queste hanno già ideato il modo di vestirsi nell’Età dell’Acquario.

Certi centri, che sono punti di arrivo e di incontro per la risoluzione di alcuni problemi, hanno le caratteristiche del lavoro comunitario. Ne è un esempio il gruppo «Fabbrica e salute mentale» che, dal lavoro comunitario, si è trasformata in un utile «Consultorio popolare di Psicoterapia» (via Val d’Ossola 19, 20162 Milano – Niguarda). Molte comuni anarcoidi sono sorte dal desiderio di sperimentare modi di vivere che facessero superare l’egoismo, la paura e l’infinita ignoranza e stupidità che regna incontrastata nell’attuale società.

Le comuni rappresentano perciò, oggi, un atto di buona volontà e di fede, oltre che una ribellione all’attuale mentalità materialistica e meschina. Se queste comuni sono guidate da principi spirituali, ed è lasciata piena libertà all’individuo, riescono ad attingere, con la psicotematica, alle energie del nuovo piano di coscienza, ed essere così trascinate a lavorare lungo le correnti energetiche delle «Strade Alte».

In tutte le parti del mondo, inoltre, ci sono individui che cercano isole deserte o luoghi fuori mano per diventare nuovi Robinson Crusoe. Nel 1973 su di un rotocalco apparve l’invito di Angelo Cavalca e Dario Polenghi (via Legnano 32, Milano) ad unirsi a loro per colonizzare un’isola dell’Oceano Indiano. Il successo della loro impresa dipende dallo sforzo del desiderio della loro «essenza» e da come sanno armonizzarsi con il fluire della Vita.

Queste sono le principali pubblicazioni per chi vuole avere un’idea sul lavoro e gli ideali di una comune:

– «Communities», P.O. Drawer 426, Louisa, VA 23093, USA, rivista che pubblica anche altre pubblicazioni, quali «Communitarian», «Community market».

– «Leaves of Twin Oaks» che è la storia dei primi 5 anni della comune Walden Two, fondata nel 1966.

– «The Modern Utopian» – Communes, Japan / Israeli Kibbutz Today, Alternatives Foundation, 442 112 Land Fair Ave., Los Angeles, CA 90024, USA, che ha anche pubblicato «Communes, USA».

– Charles Gide, «Communist and Co-operative colonies», George Harrap, London 1930.

– Charles Nordoff, «The Communistic Society of the Unites States», Dover Publ., New York 1966.

– Stephen Diamond, «What the trees said», ed. Delta. È la storia di una comune della Nuova Età.

– William e Hane H. Paese, «Black Utopia: Negro Communal Experiments in America», The State Historical Society of Wisconsin, Madison 1963, USA.

– Richard Fairfield, «Communes USA / A personal tour», Penguin Books Inc., 7110 Ambassador Rd., Baltimore, MD 21207.

– The Modern Utopian, «Communes Europe», Alternative Foundation, San Francisco.

Tratto da “Giuda Internazionale dell’Età dell’Acquario”, Edoardo Bresci,1975, Ed. L’Età dell’Acquario.


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