Naturismo, Ecologia, Etologia

La mentalità acquariana fa denudare la gente, toglie al corpo nudo il puerile concetto di peccaminoso, insegna ad amare la Natura in tutte le sue espressioni, ma soprattutto ad ammirare ed apprezzare la Bellezza. La mentalità dell’Età dei Pesci è stata caratterizzata dallo sfruttamento e dall’inquinamento della natura, e sono i risultati disastrosi di questa mentalità materialistica ed egoistica che fanno precipitare nel caos l’odierna società. Ma da secoli, coloro che sono riusciti ad armonizzarsi più con la natura che con la società umana, hanno iniziato a diffondere il culto per il naturismo. Il lavoro di questi pionieri ha dato un buon frutto. Ora i campi per nudisti non sono quasi più necessari, perché la gente ha imparato a svestirsi (anche se molti lo fanno per scopi per niente acquariani) e ad ammirare un corpo per la sua bellezza e per il simbolo che esprime nella complessa vicenda della vita. L’individuo che sa ammirare, senza falsi sensi di colpa, la bellezza di un corpo umano nudo, stringe un patto con la Natura e, gradatamente, cambia mentalità.

Purtroppo la società dei consumi, sempre pronta a fiutare il«buon affare», si è impossessata anche del nudismo. Solo in Germania, i membri della «Deutscher Verband für Freikörperkultur», che è la più grande organizzazione dei nudisti europei, sono più di dieci milioni, con grandi campi di nudismo anche all’estero, come quelli di Porec in Jugoslavia e quelli in alcune isole della Grecia. Gli speculatori di questo boom per il nudismo hanno organizzato i «Freikörperkultur Tours» che portano i nudisti a fare un giro turistico per tutti questi campi.

Da una inchiesta promossa dalla Federazione Naturistica Americana si deduce che oggi, nei paesi occidentali, soltanto 1’8% della popolazione ama la natura in modo attivo. E fra questi figurano in primo piano gli hippies, quella strana generazione di giovani, sempre in mutamento, che non usa quasi più la parola ma che sa leggere nel grande libro della Natura. Gli hippies hanno già compiuto veri miracoli, come la creazione del Parco Nazionale dell’Everest. Da più di 15 anni gli hippies hanno scelto Katmandu, nel Nepal, come meta della loro esperienza spirituale, perché nel Nepal droga è venduta liberamente e perché lo scenario della catena Himalayana è tale da poter guidare l’individuo preparato oltre le illusioni mentali. Sulla scia degli hippies sono però giunte nel Nepal anche le organizzazioni dei viaggi turistici e gli interessi del capitale internazionale, che volevano fare del Nepal un centro del turismo per il 2000.

Ma gli hippies hanno denunciato questa manovra e il Principe Gyanendra, fratello del re del Nepal, il 5 ottobre 1973 ha creato il Parco Nazionale dell’Everest che copre una superficie di 1230 km2, in cui l’irbis, il rarissimo leopardo delle nevi, e il panda dorato saranno salvati dall’estinzione.

Quando, alcuni anni fa, l’ecologia, la nuova scienza che studia le leggi armoniche dell’ambiente, è venuta a sostituirsi al naturismo, molti sperarono che questa, essendo nata come scienza, avrebbe presto insegnato agli uomini come vivere in armonia con la Natura. Ma purtroppo quell’uomo «diciassettenne» che si crede furbo, e che si annida nei piccoli e nei grandi uomini, si è subito servito dell’ecologia per sfruttarla per i propri egoistici disegni. Perciò l’ecologia oggi è spesso un termine che nasconde un inganno o il nulla, mentre è sempre il semplice e patetico naturista che lotta, disinteressatamente, per la sua giusta causa. Solo oltre cortina lo Stato ha compreso la portata reale del problema ecologico e ha istituito, nel 1974 a Tartu, in Estonia, la prima Università per la Protezione dell’Ambiente, affinché da essa escano gli ecologi che possono insegnare questa nuova materia a tutta l’U.R.S.S.

Lo spiritualismo dei naturisti ha fatto accettare, in questi ultimi 50 anni, anche dalla maggioranza, molte verità che per millenni erano state il segreto degli occultisti. Ora quasi tutti sanno che esiste il prana, l’energia vitale che è il veicolo tra lo spirito e la materia; sanno che l’uomo è un essere vegetariano, come il bue, il cavallo, l’elefante, e che è diventato carnivoro per un fatto innaturale (leggere il libro di Oscar Kiss Maerth, «Il principio era la fine», ed. Ferro, Milano 1973).

L’ecologia, se compresa nel suo giusto valore acquariano, può ispirare quelle ricerche che possono arginare i mali causati dall’indiscriminato uso della tecnologia moderna. È stata una mentalità ecologica che ha fatto scoprire il Lidar, una nuova specie di radar che, usando raggi laser, può scoprire ogni specie di impurità nell’aria anche a 7000 chilometri da terra.

L’anno 1973 è stato dell’etologia, la scienza che studia il comportamento degli animali, che è un comportamento che affiora spessissimo anche nell’uomo, peggiorato dall’aggressività e dagli inganni della nostra isterica mente. L’assegnazione del premio Nobel ai tre fondatori dell’etologia, Konrad Lorenz, Karl von Frisch e Nikolaas Tinbergen, è uno dei segni positivi del nostro tempo.

L’etologia insegna a riconoscere i limiti dell’uomo e, facendoci comprendere l’armonia che guida la vita di tutto il mondo animale, ci ispira a ricercare i mezzi per migliorarci. Ma questo miglioramento non ci può essere imposto da una società che ci tiene costantemente sotto tutela, ma si può acquistare soltanto sviluppando i sensi della libertà e della responsabilità individuale. Chi comprende queste parole, ed è veramente un uomo libero e padrone della Terra, lascerà le città e cercherà un luogo nella natura dove sperimentare un modo acquariano di vivere.

Se qualcuno vuole colonizzare un’isola, si consiglia l’isola di Saint Paul, nell’Oceano Indiano (75° meridiano est e 45° parallelo sud). Ha sorgenti d’acque calde e fredde, clima tropicale, ed appartiene alle Isole Francesi dell’Antartico. L’Inghilterra, l’Australia, l’Indonesia e l’India ne hanno tante da offrire. Ma si può anche emigrare nel Canada, dove il Governo offre molte facilitazioni a questo scopo.
Anche il Governo Australiano è interessato ad aiutare individui che vogliono colonizzare le immense terre disabitate degli Stati e dei Territori Australiani.

Sono stati pubblicati, recentemente, molti libri sull’argomento, di cui si consiglia la lettura per sviluppare una mentalità acquariana verso la Natura:
–    James Ridgeway, «Politics of Ecology».
–    John Lewallen, «lndochina»: Ecology of devastation».
–    Stewart Brand, «The Last Whole Earth Catalog».
–    Alicia Bay. Laurei, «Living on the Earth».
Tutti a richiedere a: Clear Creek Books, One South Park, San Francisco, CA 94107, USA.
–    Maurice Messegué, «Réapprenons à aimer», ed. Laffont, Paris 1974, . Dello stesso autore: «Des Hommes et des plantes», «C’est la nature qui a raison».
–    «Index of Human Ecology», ed. Europa Pubi., London 1974.
–    Marc-Alain Descamps, «Le nu et le vetement», Editions Universitaires, 115 rue du Cherche-Midi, Paris 6°, 1972.
–    Alan Watts, «Cloud hidden, whereabouts unknown», ed. Jomithan Cape, London 1974. È il libro che, ispirandosi al pensiero orientale, insegna a fluire nella natura come indica la filosofia taoista.
–    John Passmore, «Man’s Responsability for Nature», ed. Duckworth, London 1974. I problemi ecologici e la tradizione occidentale.
–    L. Taylor Hansen, «He walked the Americas», Brotherhood of Life Books, 100 Dartmouth S.E, Albuquerque, N.M. 87106.
–    Juliette de Bairacli, «Nature’s Children: a guide to organic food and herbal remedies far children», Schocken Books, New York.
–    J. J. Rodale, «Encyclopaedia of Organic Gardening», Rodale Books Inc., 1145 pagine.
–    Ivan Illich, «Energie et équité», Le Seuil, Paris 1973.
–    Alain Gausel e Jeannine Grinberg, «Je veux savoir ce que je mange», ed. Le Pavillon, Roger Maria, Paris 1973.
–    Gennaro Taburri, «Cucina vegetariana», Sperling & Kupfer, Milano.

Tratto da “Giuda Internazionale dell’Età dell’Acquario”, Edoardo Bresci,1975, Ed. L’Età dell’Acquario.


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