Lo spiritualismo

La preparazione del nuovo piano di coscienza ha avuto inizio nelle sette segrete del XVIII secolo per poi influire, sul piano dell’inconscio collettivo, con i fenomeni spiritici, con le società di metapsichica e mediante i movimenti spiritualistici che, già verso la fine del XIX secolo, avevano compreso che la conquista dello Spirito era l’obiettivo più alto a cui l’uomo poteva mirare nei nuovi tempi. All’inizio del XX secolo i movimenti che maggiormente influirono sullo sviluppo dello spiritualismo furono i diversi rami della Società Teosofica, la Scuola della Saggezza di Darmstadt, fondata dal Conte Herman Keyserling, la Società Antroposofica di Dornach, le nuove sette Shintoiste Giapponesi, le Società Segrete Cinesi, gli insegnamenti spirituali dei Guru dell’India e, soprattutto, il particolare pensiero di Krishnamurti che ha ostacolato il congelarsi dello spiritualismo attorno alle forme mentali. Da tutte queste organizzazioni spirituali e dalle intrasmettibili intuizioni di alcuni spiritualisti, sono sorte poi alcune realizzazioni su di un piano più pratico, quali l’«Ordre de la Communauté Patriarcale de l’Arche» di Bollen e Puymoyen in Francia, fondata dal poeta spiritualista Lanza del Vasto; la «Fraternité Bianche Universelle» di Sèvres, fondata da Michael Ivanoff, e altre del genere.

Tutte le organizzazioni che elenchiamo in questo capitolo derivano da esperienze individuali e dalle forme pensiero di molti individui che sono stati l’anima di centri o gruppi spirituali. Tutti questi preparano altre realizzazioni spirituali, sui diversi raggi umani. È facile comprendere quali di queste organizzazioni è veramente valida: sono quelle che riconoscono di essere soltanto un aspetto della Verità. Le altre non sono che manifestazioni di personalismi, e non possono durare a lungo.

Lo spiritualismo, nonostante le sue confusioni e i suoi limiti, ha il compito di lievitare la mente umana, di portarla a riconoscere certi fenomeni occulti che il conformismo, la paura e l’ignoranza tendono a far ignorare all’uomo comune. Gli spiritualisti sono coloro che tengono accesi i «fuochi» dei centri magnetici della Terra, come certi insetti hanno il compito di portare il polline da un fiore all’altro. Un esempio tipico è il Monte Shasta, in California, uno dei più importanti centri magnetici dell’età acquariana, su cui convergono particolari raggi cosmici. È qui che sorse, nel 1934, la prima comunità del «I AM» (IO SONO), fondato dallo spiritualista G.W. Ballard, ed è qui che sono venuti a lavorare i seguaci della «Radiant school of Seekers and Servers» (la Scuola Radiante dei Cercatori e dei Servitori – 624 So., Mt. Shasta Blvd., Mount Shasta, Cal. 96067, USA); è qui che la Sorella Thedra, la sensitiva che trasmette i messaggi di Sananda (Cristo), ha posto la sua sede (Association of Sananda and Sanat Kumara – Box 35, Mt. Shasta, California); ed è qui che Kenet Roshi ha eretto, nel 1970, la sede della «Zen Mission Society» (Shasta Alley, Summit Rd., Mt. Shasta, California) per purificare le forme pensiero. È da qui che si accendono i raggi del centro magnetico di Kano. Chi può intendere, INTENDA.

L’aspetto profetico dello spiritualismo ha radici molto profonde, ed è legato ad un particolare compito dell’esoterismo. Basti ricordare il «Vaticinia» (seu praedictiones illustrium virorum sex rotis aere ncisi comprehensa de successione Summum Pontificum Romanorum) pubblicato da Giovanni Battista Bertoni a Venezia, nel 1605, che fu per secoli un libro ricercatissimo, non solo per le profezie sulla successione dei Papi (fatte dall’Abate Gioacchino, dal Vescovo Anselmo, dal Beato Giodocho Palmerio, dal Beato Giovanni Abbate e dal francescano polacco Padre Egidio) ma soprattutto perché questo libro riusciva a far intuire un’altra realtà, ignota e misteriosa, e preparava la mentalità per lo spiritualismo.

Ormai lo spiritualismo è un aspetto della cultura di tutti i popoli, un nuovo modo di percepire i misteri della vita e di riconoscere i valori più profondi delle religioni. È lo spiritualismo che ha permesso a Sir Roy Harrod di scrivere «Sociology, morals and mystery» (ed. Macmillan, London 1971) in cui la «Regola d’oro» dello spiritualismo è usata per illuminare tutti i problemi; ed è lo spiritualismo che ha portato Alan Watts, ministro della Chiesa Episcopale fino al 1950, a diventare un preparatore dell’avvento del nuovo piano di coscienza con i suoi libri «In my own way» e «La via dello Zen». Alan Watts è passato al di là dal velo, in California, il 16 novembre 1973.

La sperimentazione spiritualistica, molto più della parapsicologia, ha aiutato la scienza a vedere nuovi aspetti della realtà, a intuire i «mondi paralleli». Gli spiritualisti sono dei sensibili «integratori» della società, mediante l’inconscia evoluzione nucleare della nostra personalità. La natura porta certi individui a sviluppare un particolare interesse per il mistero, l’ignoto, per poi poter sviluppare in loro un’extra-sensibilità biologica. Ogni cervello, anche quello degli animali, non è che una cellula di un particolare cervello cosmico, e se si riesce a sintonizzarsi bionicamente con l’intelligenza delle particelle sub-atomiche della materia, che sono la trama che filtra ogni manifestazione della vita, allora si giunge allo sviluppo dei poteri siddhis. La formulazione, nel 1958, di un’interessante teoria sulla gravrità, da parte del Prof. W. Heisenberg, ha avuto origine dallo spiritualismo. Se è vero che la forza gravitazionale deriva dal costante permutare del microscopico neutrino senza peso, si deve accettare allora che l’intelligenza della natura si trova al livello delle particelle sub-atomiche infinitesimali, e si può allora intuire come il veggente Edgar Cayce potesse fare le sue diagnosi e come Sai Baba possa materializzare dal «nulla» cenere curativa, pietre preziose e statue.

Lo spiritualismo sta interessando anche i mass-media. Da alcuni anni le più importanti compagnie industriali e bancarie del Giappone hanno realizzato corsi di seishin kyooiku (educazione spirituale) per i loro dipendenti, e i mass-media Giapponesi ne fanno grande pubblicità (leggere lo studio di Thomas P. Rohlen, «Spiritual education in Japanese Bank», in «American Anthropologist»,vol. 75, n.5, ottobre 1973). Si inizia con un corso di Buddismo Zen per apprezzare i valori reali della vita, la bellezza e la semplicità, e per raggiungere satori (l’illuminazione) e mushin (il controllo dell’egoismo), per poi passare delle vacanze-campeggio in luoghi sconosciuti per praticare il rotoo, un modo traumatizzante di aver bisogno degli altri, per imparare ad uscire dal proprio egoismo, snodarsi liberamente in tutti i corpi che formano la personalità, uscire dalla letargia spirituale, diventare più umani e adottare un’attitudine più positiva e fraterna verso gli altri.

Il dilagare dello spiritualismo, specialmente quello orientale, può portare dei danni agli individui dalla psiche debole, ma può anche portare questi a gonfiare il proprio ego e diventare un vero danno per lo spiritualismo. Perciò i centri dello spiritualismo dovrebbero sempre essere diretti non da un individuo solo, ma da una collettività. Tutti coloro che sono attirati dallo spiritualismo sono tenuti sotto osservazione da chi cammina sulle Strade Alte. Se il loro modo di vivere è sincero, ESSI SARANNO CHIAMATI.

La letteratura spiritualistica è spesso molto deludente, perché rispecchia la situazione generale. Troppi libri sono scritti al solo scopo di far denaro, e molti altri sono soltanto l’espressione di alcuni ego dilatati, senza nulla che parli al cuore. Sono libri per la mente, e la nostra mente oggi è poco più di una povera mentecatta. I libri dello spiritualismo devono essere delle guide per camminare sicuri fra le illusioni della nostra mente e del mondo materiale, e per la conquista di un certo grado di discernimento e di equilibrio. Vanno consigliati questi due libri: René Bertrand, «La télépathie et les royaumes invisibles» (ed. Laffont, Paris 1974,); Belline, «La Troisième oreille» (ed. Laffont, ma può essere chiesto anche direttamente all’autore, il celebre veggente Belline- 45, rue Fontaine, Paris 9e, Francia): è il racconto della vita e della morte di Michel, il suo unico figlio. Il terzo orecchio è un’antenna verso l’al di là.

Fra i grandi spiritualisti che hanno lasciato il piano fisico vanno ricordati: il Guru Nataraja (19 marzo 1973), a Verkala, Kerala, India, la cui interpretazione della «Bhagavad Gita» rimane uno dei più importanti contributi del vero spiritualismo; e Mira Richard, la Madre (17 novembre 1973), a Pondicherry, India, che fu la grande ispiratrice di Sri Aurobindo.

Tratto da “Giuda Internazionale dell’Età dell’Acquario”, Edoardo Bresci,1975, Ed. L’Età dell’Acquario.


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