Yoga

Durante la Conferenza Mondiale dello Yoga Scientifico, tenutosi in India, a New Delhi nel 1970, fu accetata l’idea dell’Acharya Christopher Hills di creare una Università Mondiale dello Yoga, con sede in India e a New York (World Yoga University – Ananda Ashram, Sapphire Rd., Monroe, N.Y. USA), e la materia di studio fu divisa in queste 10 parti:

1 Raja Yoga- Patanjiali.
2 Karma e Buddhi Yoga – Krishna.
3 Jnana Yoga – Shankaracharya.
4 Tao Yoga Cinese.
5 Yoga mistico Sufi.
6 Yoga Buddista Tibetano.
7 Yoga Zen Giapponese.
8 Hatha Yoga.
9 Laya Yoga.
10 Bhakti Yoga.

Ma gli aspetti dello yoga sono infiniti perché la sua vera essenza è l’armonia tra la realtà eterica e la realtà fisica dell’individuo, e nessun individuo è uguale ad un altro.

Le pratiche yoga sono diventate di moda in occidente dopo che il Congresso di Timor stabilì come pianificare il lavoro per l’avvento del nuovo piano di coscienza. Le pratiche yoga dovevano servire come introduzione ad una mentalità spirituale, ma a livello facilmente comprensibile dagli scontenti, dai repressi e dai complessati. Così molti maestri yoghi occidentali spesso ignorano completamente la realtà eterica e considerano dello yoga solo l’esercizio fisico e l’attitudine mentale. La mente ha creato così un’altro inganno e spinge molta gente, più o meno in buona fede, a scrivere libri sui «metodi» per mantenersi sani, sviluppare poteri, ecc., che tradiscono il vero spirito dello Yoga. Ma questi libri hanno una loro funzione, perché spingono molti individui a conoscere un aspetto meno materiale del loro corpo. Compiono anche un’azione karmica. Gli individui che si entusiasmano per lo yoga sono generalmente degli egoisti e dei narcisisti, che molto pretendono dagli altri, ma sono incapaci mentalmente di pensare agli altri, altro che in senso critico. Questi individui sono perciò facilmente influenzabili, perché insicuri, ed accettano le pratiche yoga trascurando il proprio equilibrio individuale, che è strettamente condizionato dalla propria «essenza», che non è la loro personalità. Come risultato karmico ottengono disarmonie o mali che fanno loro dimenticare lo yoga in poco tempo. Spiegare l’intero processo di queste interazioni eterico-fisiche prenderebbe troppo spazio, perciò consigliamo questo libro che le illustra molto bene: Michael J. Harner, «Hallucinogenes and Shamanism», Oxford Publ. New York 1974. Le pratiche yoga agiscono sulla stessa realtà che interessa le pratiche sciamaniche.

Lo Yoga fu diffuso in occidente a due livelli. Un esempio del primo livello è dato dall’insegnamento del Paramahansha Yogananda (morto nel 1952) che fondò negli USA la «Self Realization Fellowship», con il compito di diffondere le tecniche del Kriya Yoga (l’unione con l’infinito mediante una data azione) e di costruire ponti verso il nuovo piano di coscienza e la nuova età. Purtroppo i suoi discepoli, pur essendo stati affascinati dall’altezza spirituale di questo insegnamento, hanno dimenticato che la barriera dell’incomprensione e della separazione dagli altri spiritualisti è un inganno della mente, che blocca ogni progresso. Tutta la Vita lavora per far penetrare nella coscienza umana il senso dell’unicità della vita. Perciò questi discepoli, ormai diffusi in tutto il mondo, lavorano incoscientemente solo per alzare il livello dell’inconscio collettivo, come fanno d’altronde i membri della Società Teosofica, della Società Antroposofica e di tante altre organizzazioni spiritualistiche.

Possiamo prendere come esempio del secondo livello Sevarajan Yesudian (che vive ora a Caslano, vidno a Lugano), il giovane maestro di yoga che conquistò l’Europa all’aspetto fisico e terapeutico dello yoga verso la fine della II Guerra Mondiale.

In ogni lingua sono pubblicati manuali di Yoga. Qui segnaliamo soltanto alcuni libri veramente importanti o fuori dall’ordinario:
– Alexandra Mark, «Astrology for the Aquarian Age», Quality Paperback Book Service, Inc., Middletown, Pennsylvania 17057.
– Swami Vishnudevananda, «The complete illustrated Book of Yoga», The Julian Press, New York 1960.
– Haridan Chaudhuri, «Integral Yoga», Quest Books, Dept. PM, 306 West Geneva Rd., Wheaton, Ill. 60187, USA. Sviluppa il concetto del vivere creativo e armonico.
– Peta Whaley, «Yoga: a beginner’s Guide», ed. Beli, 6 Portugal St., London WC2A 2HL, 1974.
– Lu K’uan Yu, «Taoist Yoga», un corso sull’antico yoga taoista cinese, ed. Gnostica Booksellers, P.O. 3383, St. Paul, MN. 55165, USA.
– John Mumford, «Psychosomatic Yoga», editrice come sopra.
– Roy Eugene Davis, «Dashan – The Vision of Light», ed. CSA Press, Lakemont, GA 30552, USA.

Sul numero di gennaio 1973 della rivista «Conoscenza Religiosa», il suo direttore, Elémire Zolla, ha pubblicato le parti relative allo Yoga delle «Upanishad», che si fanno risalire al 200 a. C. Colmo che praticano lo yoga non sanno spesso riconoscere la composizione astrale dell’ambiente in cui eseguono gli esercizi. Per armonizzare l’ambiente si deve bruciare dell’incenso. Ci insegna come fare Sally E. Janssen con il suo libro «A Guide to practical use of incense», The Triad Ubrary, P.O. Box 59, St. Ives, N.S.W. 2075, Australia.

Tratto da “Giuda Internazionale dell’Età dell’Acquario”, Edoardo Bresci,1975, Ed. L’Età dell’Acquario.


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